
9.11.09
UNDERSTATEMENT, per evitare imbarazzi futuri

7.11.09
28.10.09
Tradizionalmente stupida! Si parla di una cittadina che sta tornando indietro nel tempo
13.10.09
TANTI AUGURI A ME.. si parla di compleanni (più autoreferenziale di così si muore)

5.10.09
SHUT THE F*** UP, si parla di tv che parla

24.9.09
MI VERGOGNO, ME NE VADO
23.9.09
VIVERE! e.. vivere (ma vuoi vedere che non c'ho capito nulla?)
Ho poca confidenza con il vezzo, la manfrina. Provo insofferenza verso chi si crogiola nei sentimenti e fa sì che questa massa oleosa si appiccichi a tutto. Ci soffrigge i pensieri, le parole, le azioni. Guarda il mondo con occhi unti di sensazioni e attraverso questa patina vede la realtà più complicata, più ansiogena. Quando, durante un’immersione, la maschera si appanna scambiamo un cespuglio di alghe per un mostro marino o una pietra per un tesoro prezioso.
Il razionale osserva frustrato chi invece, come un giunco, si piega in balia delle emozioni. Ma non può farci niente perché “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” o peggior dormiente di chi non vuole svegliarsi.
Da lì a risultare arroganti il passo è brevissimo, perché il razionale si racconta che il suo modo è quello giusto. Che è lui quello sveglio, quello che c’ha capito tutto.
E se invece così non fosse?
E se esistesse VIVERE!! e vivere? Come "U MIRACOLO!!! E... u miracolo" di Troisi..Non è che è proprio filtrando la realtà attraverso la famosa massa oleosa che si riesce a capirci qualcosa? A spiegarsi la merda e a godere a pieno delle nostre conquiste? Farcendo ogni attimo di entusiasmo e di disdegno.. Innamorandoci ad ogni angolo, odiando in modo furente un giorno sì e un giorno no. Piangendo per un regalo di compleanno inaspettato o urlando la propria rabbia ai quattro venti per l’ennesima delusione?
16.9.09
GIOVANI IDIOTI CRESCONO. Si parla di noi da piccoli...
Si parla di capricci. Di superfluo. Che in quel momento ti sembrava questione di vita o di morte e che a distanza di anni (manco troppi) ti fa sentire tremendamente stupida (o vecchia).
Da quando nasciamo siamo immediatamente tartassati da qualcuno o da qualcosa che ci dice cosa vogliamo, cosa bramiamo, cosa ci serve per sentirci bene, lontani dall’essere dei totali emarginati. Essere parte di un gruppo legittimato dalla Mattel o dalla Malaguti è troppo importante, troppo vitale per essere liquidato da un genitore di buon senso senza che egli o ella appaia come un mostro agli occhi del figlioletto.
La fase della vita a cui mi riferisco va dalla scuola elementare alle superiori.
La merendina
Tasto dolente. Alle elementari la mamma non mi ha mai comprato una merendina, neanche tarocca. All’intervallo vedevo i miei compagni sgranare Tegolini e sorseggiare Estathè con la stessa lascivia di chi gusta ostriche e champagne. E io nulla. “Fai una colazione abbondante e arrivi dritta dritta fino a pranzo” mi tranquillizzava la mamma.
Ma non era solo una questione di conservare l’appetito. La mia infanzia e adolescenza è stata conservanti/coloranti-free. Tutto ciò che era conservato non era ammesso in casa mia. Solo roba fresca e biologica. Quindi niente merendine, niente gelato confezionato, ma soprattutto niente NUTELLA. Ma a tal proposito la mamma mi venne incontro comprandomi una “crema di nocciola spalmabile Valsoia” che mise erroneamente in frigo. Non esattamente la stessa cosa…
Quindi dicevamo, status symbol della merendina: negativo.
Qualche anno fa mi sono comprata le Camille. Le ho buttate tutte nel cesso. Gommapiuma arancione (perché dicevano fossero alla carota) stucchevole come una slinguata di melassa. Mai più e mai poi.
Il cristal ball
Ve lo ricordate di sicuro. Quel blob colorato venduto in tubetto. Lo soffiavi manco fosse vetro di Murano e ci giocavi in salotto perché “.. non rompe niente e poi non macchia..” ma ti fa venire due ghiandole da parotite.
A parte il fatto che macchiava eccome, mi ricordo che non andai a scuola il giorno dopo il mio primo palloncino minuscolo, dal dolore.
Non so ne
anche come entrò in casa mia un gioco così chimico..Il mio minipony
Cavallini di colore pastello con criniere di nylon che neanche una dragqueen. Avevano stelline tatuate sul culo e un profumo nauseabondo. Un giocattolo da bambina in. E gli dovevi anche pettinare la coda, perché lo facevano in tv. E allora schiacciavi i pomeriggi a spazzolare un ciuffetto di peli turchesi che spuntavano dal culo tatuato di un equino alla vaniglia. Tutto regolare.
Il dolce forno/pop-corn/gelato/FISHERPRICE
Che emozione. Emulare le mamme nelle faccende di casa. Fare i piatti, stirare un lenzuolino, cucinare alla tenera età di 5 anni senza sapere che lo faremo poi per 80 anni a venire. E quel cazzo di forno le cuoceva davvero le pizzette. Se non c’avevi il fornino eri una pezzente. Ma non ne ho sofferto. Iniziava l’età del…
…Sapientino
La mia droga. Passavo le ore da sola a giocare co sto trabiccolo infernale. PEEE errore!! PEEEEEEE errore!!! Mortificante al massimo. Ma col Sapientino Europa ho imparato a menadito tutte le capitali, i piatti tipici, i monumenti, i costumi tradizionali, laghi, fiumi e bandiere finché quel PEEEEE non l’ho sentito più. Era una questione tra me e lui. Ne andava della m
ia dignità. PEEEEE lo dici a qualcun altro. Grande soddisfazione finché non mi sono accorta che non mi dava più errore.. ma solo perché le pile erano finite.Gira la moda
Potrei parlare per ore di questo aggeggio maledetto. Strusciare un pastello su una superficie in rilievo lasciando l’impronta su un foglio NON EQUIVALE A SAPER DISEGNARE. Tutti i modellini erano spiccicati. La morte della creatività infantile. Infatti la mamma non era molto d’accordo.. Ma come un circolo vizioso, più lo usavi e più ti faceva schifo quello che provavi a disegnare a mano libera. Poi persi il pastello col reggi-pastello e riposi la mia carriera di stilista in un cassetto..
La penna multicolore
Un oggetto fallico totalmente impossibile da impugnare. Un congegno pieno di molle e levette che avevo imparato ad attivare con i denti (quante volte mi ci sono affettata la punta della lingua.. Ma perché?!). Mille colori e mille profumi. La calligrafia che se ne otteneva era simile a quella di un primate ad
ulto col Parkinson e siccome già di base non potevo proprio definirmi una amanuense, la maestra mi proibì di usarla a scuola. Durante la lezione, tutti co sto pennone. TIC TIC TIC TIC sembrava una classe di esauriti, coi quaderni più variopinti e profumati d’Europa.Gli anni passano.. L’idiozia resta
Scuola media
Il Tamagotchi
L’apoteosi della demenza. Il manifesto della frustrazione del bambino a cui viene negato un animale domestico. Geniale. Non puzza, non sporca, non mangia, non caca, non esiste. E le mamme soddisfatte (non la mia, alla quale non è mai stata fatta una richiesta del genere). In compenso il bambino iniziava a combattere con le prime crisi d’ansia perché durante l’ora di matematica non era riuscito a dare da mangiare al pennuto appena nato e adesso gli era diventato anoressico per carenza di attenzioni. Il pulcino ignorato aveva deciso di tagliuzzarsi le penne per esprimere disagio e il padroncino si era convinto di non essere un buon padre. “… C’ho il pulcino in coma, non sarò mai nessuno nella mia vita…”. Apriti cielo se lo scopriva la madre “.. Vedi?? E se era un animaletto vero?? Non sei abbastanza maturo per avere un cagnolino, tel’avevo detto!”
Velo pietoso sulla versione felina e canina del Tamagotchi: il Bit bit, che andò subito per la maggiore. L’originale divenne un giocattolo di nicchia, per bambini radical chic.
Il pomeriggio al Luna Park di Viale Marconi
The place to be. Se contavi, ci andavi. E senza i genitori, s’intende! La fauna della fiera era formata da tre sottogruppi:
- I tamarri intorno al punjeeball.
- I tamarri a fare le vasche.
- I tamarri sul Tagadà.
Si saliva solo sulle giostre più truculente perché ogni gesto era un’affermazione del proprio essere grandi. Guai a comprarsi un gelato o un brigidino. Puzzavano di poppante..
Le DOTTOR MARTENS
Le uniche scarpe che da 15 anni a questa parte non calano mai di prezzo. Degli anfibi pesanti come mattoni forati, di tutti i colori e fantasie. Da quel momento l’inquinamento acustico del mondo ha subito un’impennata. Erano i milioni di adolescenti anfibiati che camminavano trascinando i piedi.
Ovviamente dopo poco arrivarono le Dottor tarocche. I genitori ingenui cercavano di rivogarle ai figli che immediatamente osservavano “.. è troppo alta, troppo sbombata, la cucitura deve essere gialla, la gomma è troppo scura, i lacci sono diversi, questo testa di moro non è verosimile.. Sgancia 200 mila lire, per chi mi hai preso/a?!”
Ma poi… Chi cazzo è sto Dottor Martens??
Alle superiori
Il BOOSTER
Che fosse Spirit o Generation non faceva differenza. Il buster era il buster. Il motorino più brutto mai fabbricato. Ma il più giusto. L’originale.
Poi vabbè il 14 enne è un estimatore di cinquantini. Riconosce il modello sentendolo scoreggiare a km di distanza.
A ognuno il suo:
- Booster spirit: da truzzo/a
- Scarabeo: presuntuoso fighetto/a
- Zip: low profile, per chi non si deve affermare attraverso un due ruote
- F10: ereditato da qualche fratello maggiore; retro depresso, fronte di design
- Phantom: aggressivo ma non troppo
- Firefox: linee futuristiche, vagamente aeronautico
- Typhoon: culone, da ragazza figa, assolutamente non da uomo, che se proprio brama un Typhoon si deve accontentare del modello celeste Benetton F1
- Liberty/Free: elegante, non presuntuoso, per tutta la famiglia
- Nitro: IL CATTIVO per antonomasia, ricorda le fattezze di una piattola aliena
- Runner: enorme, una bestia fosforescente, esclusivamente da uomo
- SR: il re dell’Aprilia; sotto il culo del re della savana; maestoso
Che acume.
Anche in questo caso sarei proprio curiosa di sapere qualche vostra fissa d’infanzia/adolescenza.. Non che io non ne ricordi più. Anzi. Ma preferirei stendere un velo pietoso.. E menomale che mi considero una controcorrente..
4.9.09
CATFIGHT! Si parla di amicizie tra donne

27.8.09
"PALP" FICTION, si parla di uomini e neuroni
Ci sto ancora riflettendo. Che bellezza.
Sempre a Travalle s è parlato di approcci. Ma niente di psicologico e emozionale. Approcci fisici tra sconosciuti.
Ora, la domanda è: fino a che punto l'uomo si fa offuscare la vista (oltre che dal sapone) dal testicolo?
Inevitabile non rievocare scene di panico ibizenghe allo schiuma party dell'Amnesia. Due volte ci sono stata e due volte sono stata palpeggiata come un vaso di creta. Sopra e sotto, a destra e a sinistra. Fino al temibile incontro con il conquistatore tipologia TOTTI, chiamato così perché la sua specialità è il CUCCHIAIO.
DICESI CUCCHIAIO - Uomo e donna (che poi vai a sapè, con la schiuma e il fumo sfido a riconoscere chi c'hai davanti) posti di fronte. Lui con la mano a spatola esegue movimento escavatorio ascensionale tra le gambe di lei, imitando il movimento della paletta sulla sabbia. Lei (nella fattispecie, io) sferra pugno chiuso in linea retta, ndo coio coio, causa scarsa visibilità e sapone negli occhi. Becca qualcuno, molto molto violentemente. Strattona l'amica e la trascina fuori da quell'orgia al Sole piatti.
Ora, lo schiuma party va considerata una versione tamarra della dark room. L'unica differenza è che se decido di entrare in una maledetta dark room la palpata mel'aspetto, anzi, mela cerco appositamente.
Allo schiuma party no. Anche perché, se decide di essere un foam party serio, non c'è proprio niente da godere. Respirare schiuma dal naso e dalla bocca mentre 2000 mani sconosciute ti palpano e 4000 piedi di pestano come fosse tempo di vendemmia non è divertente.
Ma l'uomo TOTTI tocchiccia nel mucchio. Tocca tette, culi e company senza manco sapere se sta palpando Wanna Marchi o Heidi Klum. Ma allo stupido basta toccare. Ahh, che goduria. Magari a fine serata farà la conta dei cucchiai e se ne vanterà con gli amici come se ogni scavata corrispondesse a un amplesso. Stupido, stupido. Mi rifiuto di pensare che egli si illuda di concludere qualcosa. "Ehi, ciao, sono quello che mentre stavi soffocando ti ha fatto un pap test a mano.. Ti va un drink?". Non commento oltre.
Voto -30, molestatore sfigato.
Esistono poi altri approcci, non meno ridicoli, ma senz’altro meno traumatici per la povera preda.
Il conquistatore fàtico. Deve questo aggettivo alla famosa funzione fàtica del linguaggio: preparare il campo per una conversazione telefonica esordendo con “PRONTO?!” che acquista il significato di "CI SONO, STO PER INIZIARE A PARLARE". Il soggetto solitamente ti si para davanti come se fosse allo sportello della banca: CIAO, TI POSSO CONOSCERE? E che gli rispondi, poveraccio. A meno che non usi il verbo "conoscere" in senso biblico, il suo incipit appare totalmente inutile. Come dire: CIAO, POSSO DIRTI CIAO?.
Voto 4, ridondante.
Il conquistatore old school. Rivoga tutta una serie di vecchie frasette da quattro soldi. "CI SIAMO GIA' VISTI DA QUALCHE PARTE?"/ "VIENI QUI SPESSO?"/"CERCHI QUALCUNO?". Di risposta ottiene un sorrisino di commiserazione e una pacca sulla spalla che risulta peggio di una sberla in piena faccia.
Voto 3, pigro.
Il conquistatore LaChance, perché l'importante è essere convinti. Si avvicina in preda al ballo di San Vito perché si è autoconvinto di saper ballare. E' talmente preso dalla sua coreografia (da cui l'appellativo LaChance) che non si accorge che esiste anche la musica, e che magari andrebbe seguita. Sgambetta sulle note delle Pussicat Dolls, gli dà di bacino alla Riky Martin. Fin lì nessun problema, anzi. La preda ride a crepapelle e lo addita bisbigliando nell'orecchio dell'amica. La preda smette di ridere quando la frusta pelvica tenta di rapirla in un passo a due. Non le resta che fermarlo urlandogli nell'orecchio "DEVI STARE CALMO PERò!".
Voto 10 per l'impegno ma 4 per il collo del piede, RIDICOLO.
Il conquistatore accoppiato. Uno dei peggiori. E'in discoteca con la fidanzata ma non rinuncia alla cacciagione. Balla con lei ammiccando alle ragazze alle spalle della poverina. Quando sembra sul punto di accorgersene lui le ficca la lingua in bocca come dire "NO NO, Là DIETRO NON C'è NULLA DA GUARDARE".
Voto 1, ammiccatore falso e bugiardo.
Il conquistatore peter pan. E' convinto di avere ancora 13 anni e manda avanti l'amico. "OH, QUEL RAGAZZO LAGGIù TI VUOLE CONOSCERE". Grazie per l'informazione, che mi mandi un fax. Se la preda ha più di 14 anni, questa tecnica fallirà miseramente, tra le risate delle amiche di lei che continuano con L'ADDITO/SORRISETTO/BISBIGLIO.
Voto 0, biscotti plasmon.
Il conquistatore stagionato. Nonostante i suoi 60 anni suonati si butta nella mischia mascherato da Briatore. Ogni tanto fa la mano morta e ha la faccia di chi la sa lunga. La vecchia volpe o meglio il vecchio volpino spelacchiato ha il dono congenito dello sguardo-blob. Solo a guardarti ti sporca, lasciandoti addosso una spalmata di slimer. Fa la radiografia a qualunque tetta con le gambe conludendo lo screening annuendo al vento con un'espressione da intenditore di vini. E' rigorosamente da solo. Perché la sua compagnia di attempati stasera c'ha la briscola in campeggio. Va sans dire: tornerà in piazzola decantando conquiste come se piovesse, tra i batti cinque e gli sbadigli dei compagni pensionati.
Voto 5, ma solo per anzianità, VISCIDO
Il conquistatore inguainato. Chiamato così per la collezione di t-shirt sintetiche e attillate che vanta, fa colazione con latte e anabolizzanti. In camera ha appeso il poster dei Cento Celle, che bacia ogni mattina dopo la prima iniezione di nandrolone, poco prima della ceretta integrale. Dopo aver sfoggiato per anni una lunga criniera corvina effetto bagnato, rasata sulle tempie, ora sfoggia lo stile palla di biliardo per nascondere la stempiature e per somigliare a Franco Trentalance (che fino a La Talpa, ma chi se lo’nculava?) di cui conserva un santino nel portafoglio. Ha un fortissimo problema di traspirazione accentuato anche dal fatto che ama fasciarsi in capi in poliestere con filigrana di nylon. Ti lancia sguardi ammaliatori che ha provato e riprovato allo specchio imitando il fermo immagine di Costantino Vitagliano quando stava sul trono. Se c’è si nota. Per la stazza, per il tanfo e per la strisciata di sudore che t ha lasciato sulla schiena quando, di tutta la discoteca, ha deciso di passare proprio dietro di te.
Voto 2, monnezza.
Il conquistatore PRANOTERAPEUTA. Darquin Duck, il terrore che svolazza nella notte. Non lo vedi ma lo senti. Ha il dono dell’invisibilità. Ti tocca in modo languido, ti giri e non c’è più. Ti soffia nell’orecchio (MA COSA CAZZO FAI!) e poi fa lo gnorri. Ti alliscia un braccio mentre ti fai largo tra la folla. Ha un tocco delicato, da riflessologo. Toccandoti di nascosto per tutta la sera ti cura un’ulcera, con la sola imposizione delle mani. Esci dal locale con tutti i chakra rivitalizzati, ma con un giramento di palle che fa vento. MANIFESTATI CAZZO!
Voto 4, ayurvedico innominato
Ma ce ne sarebbero ancora tanti, amiche e amici miei. Sarei curiosa di sapere la vostra. Magari di qualche lettore che ci vuole illuminare sulla vera natura dell’agire maschio in discoteca. Magari ci può svelare l’arcano: gli uomini lasciano il loro unico neurone al guardaroba con il cappotto?






